Avete ancora qualche dubbio su chi votare? Vi ricordiamo che stasera 20 maggio 2013 alle ore 19.00 nel cortile delle statue in sede centrale si svolgerà la plenaria con i candidati rettore, organizzata da coordinamento per il diritto allo studio UDU, l'associazione dottorandi ADI e il GAP11.
Non mancate!
lunedì 20 maggio 2013
Aspettando le elezioni: incontro con il prof. Fabio Rugge
Si riportano qui in sintesi le risposte alle domande che il GAP11 ha posto al candidato Rettore Fabio Rugge, che ringraziamo per la disponibilità.
2) Gli assegnisti di ricerca sono lavoratori fantasma, anche se lavorano in università per parecchi anni (spesso più di quattro). Come intende dare loro visibilità nei sistemi informativi? (Sarebbe ad esempio utile comparire in rubrica, avere un profilo sul sito del dipartimento, essere inclusi in tutte le mailing list alla pari degli altri lavoratori di UniPv).
1) Il nostro
regolamento vieta la didattica frontale mentre in altri atenei è permessa
(previa autorizzazione del docente responsabile) e in alcuni casi anche
retribuita. Sappiamo che l’attività didattica non dà un titolo di merito per le
abilitazioni nazionali, ma a parità di abilitazione può essere una
discriminante nei concorsi a PA. Non varrebbe la pena rendere più flessibile il
regolamento e dare la possibilità a chi ne ha i requisiti (di curriculum) di
svolgere limitate e certificate (e compatibili con l’attività di ricerca
svolta) ore di didattica? Qual è la sua posizione in proposito?
Va anzitutto considerata la ragione dell’attuale
normativa di Ateneo. Essa deriva dall’esigenza di tutelare gli assegnisti,
rispetto ad un possibile uso improprio del loro tempo e delle loro energie da
dedicare essenzialmente all’attività di ricerca. Non per caso, in senso analogo
hanno regolamentato la questione le Università di Bologna, Milano, Torino ecc. Tuttavia,
non essendovi in materia vincoli di legge, ritengo che il regolamento potrà
essere reso più flessibile in analogia a quanto stabilito da altre università.
Procedere in questo senso implica che tanto tra gli assegnisti che nel corpo
docente ci sia piena consapevolezza della maniera corretta di utilizzare
l’auspicata flessibilità. Un monitoraggio accurato (che dovrà vedere gli
assegnisti responsabilmente partecipi) consentirà di verificare che la
flessibilità non comporti abusi.
***
2) Gli assegnisti di ricerca sono lavoratori fantasma, anche se lavorano in università per parecchi anni (spesso più di quattro). Come intende dare loro visibilità nei sistemi informativi? (Sarebbe ad esempio utile comparire in rubrica, avere un profilo sul sito del dipartimento, essere inclusi in tutte le mailing list alla pari degli altri lavoratori di UniPv).
Al momento della presa
di servizio gli assegnisti dovrebbero essere inseriti nella rubrica telefonica
di Ateneo all’indirizzo phonebook@unipv.it.
Per quanto riguarda i Dipartimenti, mi risulta che già alcuni provvedano ad
inserire nominativi, recapiti e profili degli assegnisti. La pratica andrebbe
generalizzata e a questo scopo i Dipartimenti potrebbero essere sollecitati.
***
3) Il nostro
regolamento di Ateneo vieta agli assegnisti il
diritto allo studio. Per esempio è vietata la partecipazione a master e a corsi di laurea. Cosa
ne pensa?
Qui ci scontriamo con un preciso
obbligo di legge. E’ contenuto all’art. 22 c. 3 della Legge 240/2010. Esso
rende la condizione di assegnista incompatibile con quella di iscritto a corsi
di laurea, laurea magistrale, dottorando con borsa, scuola di specialità ecc.
Note ministeriali estendono il divieto anche ai master. A questo proposito,
come in altre materie, sarebbe opportuna un’azione di CRUI e CUN, per rendere
la normativa più rispettosa degli orientamenti delle singole sedi. Mi impegno
in questo senso.
***
4) Qual è la sua posizione nei confronti del reclutamento degli assegnisti? Qual è la sua opinione nella destinazione di risorse
(o di energie) nel creare nuovi posti da Ricercatore a tempo determinato? Come
e se l’università di Pavia pensa di offrire una prospettiva (realistica) di
inserimento degli assegnisti/RTD abilitati nei prossimi anni?
Sono dell’avviso che il
reclutamento di assegnisti sia una grande opportunità tanto per l’università
che per gli assegnisti. Ma si deve essere consapevoli che tanto più è alto il
numero degli assegnisti tanto più bassa è la probabilità che essi abbiano uno
sviluppo accademico. La chiarezza del rapporto, la trasparenza della selezione
di quelli cui si prospetta uno sviluppo accademico sono decisive. Il
prolungamento dello status di assegnista congiunto magari al suo impiego
massiccio in attività accademiche è un errore da evitare. Ciò detto, rimane che
gli assegnisti abilitati avranno, per legge, diritto di concorrere alle
posizioni che verranno messe a disposizione dei Dipartimenti.
***
5) Come i dottorandi hanno una rappresentanza in Senato Accademico,
sarebbe opportuno che anche gli assegnisti avessero lo stesso diritto. Che cosa ne pensa?
Mi sono impegnato a non
modificare aspetti centrali dello statuto (tra questi certamente vi è quello
delle rappresentanze) prima di almeno due anni. Tuttavia l’aspetto che mi
proponete merita di essere considerato. Si potrebbe andare verso un’estensione dell’elettorato
attivo a favore degli assegnisti. Il problema è qui la durata del rapporto di
collaborazione dell’assegnista e, in particolare, quale
sia la durata minima che fonda il diritto alla rappresentanza. E’ una questione
da approfondire.
Maggiori informazioni sul programma sono disponibili al sito: www.fabiorugge.it
lunedì 13 maggio 2013
Linee guida programmazione didattica
A seguito del lavoro del GAP, sono state modificate le linee guida alla Didattica (referente. Prof. Francioni in qualità di Prorettore alla didattica), inserendo gli assegnsiti al punto 11:
11.
Le delibere di programmazione didattica dei Dipartimenti definiscono altresì l’attività
didattica, integrativa di insegnamenti ufficiali che viene affidata agli
assegnisti entro un limite massimo di 30 ore annue, previo consenso
dell’interessato e autorizzazione del responsabile scientifico di ricerca.
Ovviamente, non è la soluzione a tutti i problemi: rimane il vincolo delle 30 ore e la dicitura integrativa. Tuttavia è un inizio: c'è un obbligo formale a includere gli assegnisti in maniera ufficiale e quindi certificare l'attività, cosa che non avveniva sempre in tutti i dipartimenti.
ASSEGNISTI DI RICERCA: FATEVI RICONOSCERE LA DIDATTICA!
Aspettando le elezioni: incontro con il prof. Gianni Francioni
Il Prof Francioni risponde alle domande
del GAP
Si
riportano sinteticamente le risposte senza editing; non sono pertanto espresse
posizioni del GAP in merito. Eventuali note chiariscono punti non direttamente
imputabili all’intervistato.
1) Il nostro regolamento vieta la didattica frontale mentre in altri
atenei è permessa (previa autorizzazione del docente responsabile) e in alcuni
casi anche retribuita. Sappiamo che l’attività didattica non dà un titolo di
merito per le abilitazioni nazionali, ma a parità di abilitazione può essere
una discriminante nei concorsi a PA. Non varrebbe la pena rendere più
flessibile il regolamento e dare la possibilità a chi ne ha i requisiti (di
curriculum) di svolgere limitate e certificate (e compatibili con l’attività di
ricerca svolta) ore di didattica? Qual è la sua posizione in proposito?
In merito alla
didattica, il prof. Francioni si dice favorevole a riconoscere
l’attività svolte (Nota: a tal proposito, ha di recente modificato le linee
guida alla programmazione didattica inserendo la figura degli assegnisti al
punto 11).
In seconda
battuta, l’attività denominata integrativa è secondo il prof. Francioni un attività che può essere
anche di tipo frontale, previa presenza del docente che deve sempre e comunque
assistere alle lezioni tenute dall’assegnista. Sottolinea l’importanza di
questo punto, anche come feedback sulla qualità del lavoro per l’assegnista.
Rispetto alla
docenza a contratto, che non è incompatibile con la legge Gelmini ma regolata
dal regolamento di Ateneo, si dice dubbio: il suo timore è che il carico
didattico diventi eccessivo e prevenga le attività di ricerca.
***
2) Gli assegnisti di ricerca sono lavoratori fantasma, anche se lavorano in università per parecchi anni (spesso più di quattro). Come intende dare loro visibilità nei sistemi informativi? (Sarebbe ad esempio utile comparire in rubrica, avere un profilo sul sito del dipartimento, essere inclusi in tutte le mailing list alla pari degli altri lavoratori di UniPv)
L’idea è di potenziare la visibilità degli assegnisti
attraverso un’azione centrale mirata a ristrutturare tutti i siti web di UniPv
, gestendo il lavoro per macro-aree e agendo poi a livello locale (es.
direttiva a svolgere il lavoro dalla sede centrale, appalto esterno per la
costruzione dei siti web, inserimento delle informazioni dei singoli
dipartimenti a livello delle segreterie di tali dipartimenti). Di base, si
propone di unificare l’aspetto dei siti web dei dipartimenti e inserire
anche il profilo degli assegnisti, garantendo loro la necessaria visibilità. Di
conseguenza il parere è favorevole.
Nota: questa domanda viene anticipata
dal candidato, che la pone alla delegazione prima che la delegazione possa
porla a lui.
***
3) Il nostro regolamento di Ateneo vieta
agli assegnisti il diritto allo studio. Per
esempio è vietata la partecipazione a master e a corsi di laurea. Cosa
ne pensa?
Poiché il divieto a frequentare master è un divieto del
regolamento interno e non di legge, il parare è favorevole a rimuoverlo,
attraverso una revisione della normativa interna che regola questo vincolo.
***
4) Qual è la sua posizione nei confronti del reclutamento degli
assegnisti? Qual è la sua opinione nella destinazione di risorse (o di energie)
nel creare nuovi posti da Ricercatore a tempo determinato? Come e se
l’università di Pavia pensa di offrire una prospettiva (realistica) di
inserimento degli assegnisti/RTD abilitati nei prossimi anni?
Viene esposta la situazione del
reclutamento nel triennio 2013-2015. Fino al 2016 saranno attivi i punti proper
(punti organico programmati), vedere qui per dettagli: http://www.unipd.it/ilbo/content/reclutamento-del-personale-docente-quali-adempimenti-gli-atenei).
La situazione dell’Ateneo pavese è la seguente: residuo punti proper 2011 non
spesi (ma targati, ovvero da spendere entro un certo periodo), punti proper
2012 pari a 12, in aggiunta piano reclutamento associati come da legge
Ministeriale (punti associati). La previsione quindi è che ci saranno:
-
120 promozioni interne da ricercatore a associato (che
costeranno 0,20 punti proper e serviranno a svuotare la posizione di
ricercatore);
-
Una promozione interna di 22 associati a ordinari;
-
un reclutamento di 20 associati esterni all’ateneo
(soprattutto si punta su rientro
cervelli);
-
la creazione di 23
posizioni da RTD tipo B (con tenure track all’associatura);*
-
la creazione di 24
posizioni da RTD tipo A
Per il prossimo futuro, l’idea
esposta è che il reclutamento in termini di posizione permanente sarà di 3: 1
(3 pensionamenti, una nuova posizione). Rimane aperto come distribuire i fondi
(valutazione dei singoli dipartimenti). Questi sono i dati oggettivi che non
dipendono da chi verrà eletto a rettore.
Il Prof Francioni di suo punta a
potenziare il budget per il finanziamento degli assegni di ricerca, aggiungendo
100.000 €. In prospettiva punterebbe ad avere delle risorse per finanziare
interamente alcuni assegni e per stabilizzare la situazione (intendendo bandire
assegni con durata almeno biennale). Inoltre, vorrebbe creare un fondo per la
protezione delle aree di ricerca di eccellenza ma di nicchia, che hanno
contribuito a fare dell’UniPv l’università che è allo stato attuale (Es.
letteratura greca). Il suo timore è diventare altrimenti come il Politecnico,
con cui in ogni caso non è possibile competere.
Infine, la prospettiva che un
assegnista che consegua l’abilitazione venga chiamato ad associatura è remota,
in quanto costerebbe all’Università più che la promozione di un interno. Il
pensiero del Prof. Francioni è che gli assegnisti dovrebbero puntare al posto
RTD/B e quindi alla tenure track.
* = nota di
interesse generale: la posizione di RTD/B può essere solo bandita e non a
chiamata; la posizione A può essere invece per chiamata diretta. Al momento in
Ateneo non ci sono RTD/B (il vincitore della fondazione Armenise sta avendo
problemi ad accedere alla posizione). 3 anni di assegno di ricerca permettono
di concorrere direttamente alla posizione B saltando la A.
***
5) Come i
dottorandi hanno una rappresentanza
in Senato Accademico, sarebbe opportuno che anche gli assegnisti avessero
lo stesso diritto. Che cosa ne pensa?
La posizione del Prof. Francioni
è favorevole, dato che tutte le categorie tranne la nostra sono
rappresentate in senato accademico. Il dubbio sull’inserimento dell’assegnista
rimane la durata del suo contratto (allo stato attuale in media un anno),
mentre la carica in senato è di 2 anni. Si pensa possa essere un problema
minore, semplicemente risolvibile con elezione più frequente della carica –
oppure eleggendo assegnisti che abbiano contratti di durata biennale. In ogni
caso il problema della durata non è un ostacolo.
***
In ultimo, il Prof Francioni saluta la delegazione GAP chiedendo se sia possibile un nuovo censimento degli assegnisti di ateneo, compresa la durata dei loro contratti, per avere un quadro chiaro rispetto agli anni medi di precariato.
mercoledì 8 maggio 2013
INPS: an update
La nostra battaglia per la corretta registrazione dei contributi INPS* continua. Nei giorni scorsi abbiamo avuto occasione di sentire telefonicamente la CGIL nazionale, che ci ha rassicurato sull'avanzamento delle nostre (legittime) richieste e che tiene costantemente monitorata la situazione.
Ma non solo. è in partenza una campagna di sensibilizzazione nazionale che riguarda TUTTI i precari che versano i contributi nella GESTIONE SEPARATA. Il problema infatti è nazionale, e invitiamo tutti a controllare la corretezza dei propri versamenti.
Nei prossimi giorni vi terremo informati sulle iniziative nazionali, e intanto VOI: TENETEVI AGGIORNATI!!!! controllate l'estratto conto, dite agli amici di farlo, domani può essere tardi per rivendicare i propri diritti.
* Riassunto breve: il lavoratore precario Unipv (dottorando, assegnista e collaboratore di ricerca) e il suo datore Unipv versa regolarmente i contributi nella gestione separata INPS di Pavia, tuttavia nell'estratto INPS i contributi versati non sono correttamente registrati. Il risultato è la scorretta erogazione delle indennità (oggi) e della pensione (domani). Ma se io i soldi li ho versati, perchè non risultano???
Ma non solo. è in partenza una campagna di sensibilizzazione nazionale che riguarda TUTTI i precari che versano i contributi nella GESTIONE SEPARATA. Il problema infatti è nazionale, e invitiamo tutti a controllare la corretezza dei propri versamenti.
Nei prossimi giorni vi terremo informati sulle iniziative nazionali, e intanto VOI: TENETEVI AGGIORNATI!!!! controllate l'estratto conto, dite agli amici di farlo, domani può essere tardi per rivendicare i propri diritti.
* Riassunto breve: il lavoratore precario Unipv (dottorando, assegnista e collaboratore di ricerca) e il suo datore Unipv versa regolarmente i contributi nella gestione separata INPS di Pavia, tuttavia nell'estratto INPS i contributi versati non sono correttamente registrati. Il risultato è la scorretta erogazione delle indennità (oggi) e della pensione (domani). Ma se io i soldi li ho versati, perchè non risultano???
mercoledì 24 aprile 2013
Aspettando le elezioni: incontro con il prof. Virginio Cantoni
Una delegazione del GAP11 ha incontrato il candidato Rettore, prof. Virginio Cantoni. E' stato molto disponibile, ha esposto in modo chiaro il suo programma, e ha risposto ad alcune specifiche domande.
Il programma in sintesi:
Le parole chiave del programma del prof. Cantoni sono internazionalizzazione (affermazione di UniPV nello scenario e nelle classifiche internazionali) e partecipazione a progetti di ricerca europei. Questi due punti di forza partono dal presupposto che non possiamo più crogiolarci nell'essere ben piazzati nella classifica di Coimbra che premia le università storiche e non possiamo più accontentarci della buona didattica. Serve ricerca eccellente. Cantoni fa riferimento, appoggia e apprezza le considerazioni del collega Gherardi (che lavora a Pavia e a Cambridge da anni) e il confronto con Cambridge diventa inevitabile.
due
GAP: Gli assegnisti di ricerca sono lavoratori fantasma, anche se lavorano in università per parecchi anni (spesso più di quattro). Come intende dare loro visibilità nei sistemi informativi? (Sarebbe ad esempio utile comparire in rubrica, avere un profilo sul sito del dipartimento, essere inclusi in tutte le mailing list alla pari degli altri lavoratori di UniPv)
Cantoni: La visibilità all'estero è garantita ed i sistemi informativi aggiornati regolarmente. Non vedo impedimenti affinchè anche qui ad esempio, ad ogni inizio di anno accademico, il database dei collaboratori alla ricerca (assegnisti) venga aggiornato affinchè nella rubrica di ateneo ci siano tutti i nominativi aggiornati con contatti, afferenza ed eventuale link al dipartimento o alla pagina personale. Sono anche stato responsabile dei sistemi informativi dell'Ateneo in passato e so che si può tranquillamente fare: spesso abbiamo le risorse ma non le sfruttiamo al meglio.
tre
GAP: Il nostro regolamento vieta agli assegnisti il diritto allo studio. Per esempio è vietata la partecipazione a master e a corsi di laurea. Cosa ne pensa?
Cantoni: Se l'impedimento è al di sopra della giurisdizione di Ateneo non si può fare molto, ma, se fino a qualche tempo fa si potevano sostenere master universitari ed ora non più, è evidente che si tratta di una variazione al regolamento locale ed in tale direzione qualcosa si può fare.
quattro
GAP: Qual è la sua posizione nei confronti del reclutamento degli assegnisti? E nel supporto nella ricerca di un lavoro alternativo?
Cantoni: Nel progetto di potenziamento della ricerca si vuole pensare a una solidissima base d'eccellenza che possa avanzare in base a particolari metriche ben definite di tipo meritocratico. Si terrà conto delle abilitazioni, sappiamo che giovani assegnisti hanno partecipato e saranno idonei e non è escluso che, dei 120 associati che verranno fatti nel sessennio, una piccola percentuale (10-20 unità) sia di assegnisti non ancora strutturati. Al momento siamo 279 ordinari, 271 associati e 404 ricercatori strutturati e 227 post-docs. E' chiaro che promuovere un ricercatore a tempo indeterminato ha un costo minimo, mentre strutturare nuovo personale ha un impatto ben più elevato, ma sarà in parte inevitabile. Ci saranno a breve nel mandato del futuro rettore moltissimi pensionamenti e io mi auguro che il bonus derivante da questi pensionamenti sarà utilizzato per potenziale il reclutamento di nuovi ricercatori (RTD), sia di tipo A che di tipo B e si sa che chi riesce ad avere una tenure track (tipo B) e l'abilitazione in pratica avrà il posto da associato. Gli RTD A e B non saranno solo autofinanziati ma si useranno i bonus dei pensionamenti per reclutare. Mi auguro inoltre che i colleghi neopensionati emeriti rinnovino il contratto con l'Ateneo e tengano l'ufficio solo se seriamente intenzionati a continuare la loro attività d'eccellenza in maniera continuativa e significativa, con presenza continua.
cinque
GAP: Come i dottorandi hanno una rappresentanza in Senato Accademico, sarebbe opportuno che anche gli assegnisti avessero lo stesso diritto.
Cantoni: Non vedo problemi ad aggiungere 1 o 2 posti in senato accademico. 1 se 1 ogni 200, 2 se 1 ogni 100 per quanto riguarda i post docs: si vedrà. Uno non si sente rappresentato finchè non può essere presente fisicamente negli organi, e penso che nell'ottica di potenziare il personale alla base la rappresentanza dei postdocs in senato accademico sia una concessione ragionevole. 29, 30 o 31 unità non fanno grossissima differenza ed è ragionevole che i post-docs siano rappresentati.
Ringraziamo il prof. Cantoni per le chiare risposte e la disponibilità e gli auguriamo in bocca al lupo!
per maggior informazioni potete visitare il sito: http://virginiocantoni.it/
Il programma in sintesi:
Le parole chiave del programma del prof. Cantoni sono internazionalizzazione (affermazione di UniPV nello scenario e nelle classifiche internazionali) e partecipazione a progetti di ricerca europei. Questi due punti di forza partono dal presupposto che non possiamo più crogiolarci nell'essere ben piazzati nella classifica di Coimbra che premia le università storiche e non possiamo più accontentarci della buona didattica. Serve ricerca eccellente. Cantoni fa riferimento, appoggia e apprezza le considerazioni del collega Gherardi (che lavora a Pavia e a Cambridge da anni) e il confronto con Cambridge diventa inevitabile.
Cambridge ha un contesto simile a quello pavese
come dimensioni e come numero di studenti in corso, ma i dottorandi ed i
post-doc (assegnisti) a Pavia sono decisamente sottodimensionati rispetto alla sorella anglosassone. Cantoni si propone di
potenziale questo aspetto del personale e punta ad incrementare grazie
all'aumentato numero di progetti di ricerca le attività in cui sono coinvolti
graduate students e soprattitto assegnisti, che vede come professionisti della
ricerca.
Le domande:
uno
GAP: Il nostro regolamento vieta la didattica frontale mentre in altri atenei è permessa (previa autorizzazione del docente responsabile) e in alcuni casi anche retribuita. Sappiamo che l’attività didattica non dà un titolo di merito per le abilitazioni nazionali, ma a parità di abilitazione può essere una discriminante nei concorsi a PA. Non varrebbe la pena rendere più flessibile il regolamento e dare la possibilità a chi ne ha i requisiti (di curriculum) di svolgere limitate e certificate (e compatibili con l’attività di ricerca svolta) ore di didattica?
GAP: Il nostro regolamento vieta la didattica frontale mentre in altri atenei è permessa (previa autorizzazione del docente responsabile) e in alcuni casi anche retribuita. Sappiamo che l’attività didattica non dà un titolo di merito per le abilitazioni nazionali, ma a parità di abilitazione può essere una discriminante nei concorsi a PA. Non varrebbe la pena rendere più flessibile il regolamento e dare la possibilità a chi ne ha i requisiti (di curriculum) di svolgere limitate e certificate (e compatibili con l’attività di ricerca svolta) ore di didattica?
Cantoni: Se succede che qualcuno fa lezione non
certificabile è scorretto. All'estero post-docs e anche dottorandi fanno
lezione, ne fanno anche molta, legata all'attività di ricerca che svolgono, è
certificabile ed è un titolo di merito averla fatta. Non vedo
impedimenti nel certificare la didattica effettiva svolta dagli assegnisti ed a trovare
un modo affinchè sia certificata.
***
GAP: Gli assegnisti di ricerca sono lavoratori fantasma, anche se lavorano in università per parecchi anni (spesso più di quattro). Come intende dare loro visibilità nei sistemi informativi? (Sarebbe ad esempio utile comparire in rubrica, avere un profilo sul sito del dipartimento, essere inclusi in tutte le mailing list alla pari degli altri lavoratori di UniPv)
Cantoni: La visibilità all'estero è garantita ed i sistemi informativi aggiornati regolarmente. Non vedo impedimenti affinchè anche qui ad esempio, ad ogni inizio di anno accademico, il database dei collaboratori alla ricerca (assegnisti) venga aggiornato affinchè nella rubrica di ateneo ci siano tutti i nominativi aggiornati con contatti, afferenza ed eventuale link al dipartimento o alla pagina personale. Sono anche stato responsabile dei sistemi informativi dell'Ateneo in passato e so che si può tranquillamente fare: spesso abbiamo le risorse ma non le sfruttiamo al meglio.
***
tre
GAP: Il nostro regolamento vieta agli assegnisti il diritto allo studio. Per esempio è vietata la partecipazione a master e a corsi di laurea. Cosa ne pensa?
Cantoni: Se l'impedimento è al di sopra della giurisdizione di Ateneo non si può fare molto, ma, se fino a qualche tempo fa si potevano sostenere master universitari ed ora non più, è evidente che si tratta di una variazione al regolamento locale ed in tale direzione qualcosa si può fare.
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GAP: Qual è la sua posizione nei confronti del reclutamento degli assegnisti? E nel supporto nella ricerca di un lavoro alternativo?
Cantoni: Nel progetto di potenziamento della ricerca si vuole pensare a una solidissima base d'eccellenza che possa avanzare in base a particolari metriche ben definite di tipo meritocratico. Si terrà conto delle abilitazioni, sappiamo che giovani assegnisti hanno partecipato e saranno idonei e non è escluso che, dei 120 associati che verranno fatti nel sessennio, una piccola percentuale (10-20 unità) sia di assegnisti non ancora strutturati. Al momento siamo 279 ordinari, 271 associati e 404 ricercatori strutturati e 227 post-docs. E' chiaro che promuovere un ricercatore a tempo indeterminato ha un costo minimo, mentre strutturare nuovo personale ha un impatto ben più elevato, ma sarà in parte inevitabile. Ci saranno a breve nel mandato del futuro rettore moltissimi pensionamenti e io mi auguro che il bonus derivante da questi pensionamenti sarà utilizzato per potenziale il reclutamento di nuovi ricercatori (RTD), sia di tipo A che di tipo B e si sa che chi riesce ad avere una tenure track (tipo B) e l'abilitazione in pratica avrà il posto da associato. Gli RTD A e B non saranno solo autofinanziati ma si useranno i bonus dei pensionamenti per reclutare. Mi auguro inoltre che i colleghi neopensionati emeriti rinnovino il contratto con l'Ateneo e tengano l'ufficio solo se seriamente intenzionati a continuare la loro attività d'eccellenza in maniera continuativa e significativa, con presenza continua.
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cinque
GAP: Come i dottorandi hanno una rappresentanza in Senato Accademico, sarebbe opportuno che anche gli assegnisti avessero lo stesso diritto.
Cantoni: Non vedo problemi ad aggiungere 1 o 2 posti in senato accademico. 1 se 1 ogni 200, 2 se 1 ogni 100 per quanto riguarda i post docs: si vedrà. Uno non si sente rappresentato finchè non può essere presente fisicamente negli organi, e penso che nell'ottica di potenziare il personale alla base la rappresentanza dei postdocs in senato accademico sia una concessione ragionevole. 29, 30 o 31 unità non fanno grossissima differenza ed è ragionevole che i post-docs siano rappresentati.
***
Ringraziamo il prof. Cantoni per le chiare risposte e la disponibilità e gli auguriamo in bocca al lupo!
per maggior informazioni potete visitare il sito: http://virginiocantoni.it/
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